Il lusso secondo Giorgio Armani

giorgio_armani.jpg“La parola lusso è diventata sinonimo di “costoso” e alla moda e molte persone hanno accettato questa definizione.Secondo me, invece, se di un bene non si percepisce la qualità, l’autenticità, una certa esclusività e la possibilità di durare per sempre, il prezzo non basta a definirlo bene di lusso”. Parola di Giorgio Armani, interpellato per stilare il “21st Centurion Living”, un rapporto sul futuro del lusso commissionato da American Express. I dati raccolti sono cruciali per molti marchi del made in Italy (e non solo) che si rivolgono ai cosiddetti “High net worth individuals” (Hnwi), persone con un patrimonio personale che supera il milione di dollari, escludendo il valore della prima casa. Per vendere a questa nicchia di mercato non basterà più offrire prodotti cari e appariscenti: in futuro sarà cruciale, oltre ai fattori citati da Armani, la qualità dei servizi al cliente pre e post vendita.
Il cambiamento più importante degli ultimi anni dice ancora Armani, è stato l’aumento della personalizzazione e del “fatto su misura”, una diretta conseguenza della massificazione del lusso. Se tutti possono comprarsi la “borsetta dell’anno”, capita che a una festa più donne si presentino con la stessa borsa. Così si toglie valore e significato all’idea di lusso. E aumenta il desiderio di una “vera autenticità”.

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