Burberry trasloca in Cina. E le star inglesi insorgono

In questi giorni si può vedere uno strano scenario all’angolo tra la Conduit e la New Bond Street, su uno dei marciapiedi più eleganti d’Inghilterra: una folla d’operai vestiti col classico check, la fantasia storica di Burberry’s assedia le vetrine del negozio più british che c’è, al grido di. «B+B: keep Burberry british!»: l’inglese Burberry resti agl’inglesi.

Sembra infatti che sia proposito del management del marchio di chiudere lo stabilimento gallese di Rhonnda Valley e aprire una punto di produzine in Cina. E di lasciare per strada, coi 280 dipendenti, i brandelli d’una bandiera.

Gli operai non sono soli hanno aperto un sito, www.keepburberrybritish.com , e ogni giorno personaggi famosi aderiscono alla lotta: l’attrice Emma Thompson e il Rhys Ifans volto celebre dei videoclip Oasis, sir Alex Ferguson patron del Manchester e Ioan Gruffud che ha recitato in «Titanic», il baritono Bryn Terfel e l’autore di «Trainspotting», Irvine Welsh. L’ultimo è Tom Jones, il popolare cantante che abita a 15 km da Treorchy:

Chissà come andrà a finire?


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