I dettagli cambiano la Moda

i-dettagli-della-moda_205.jpgI dettagli, le fashioniste lo sanno bene, fanno la differenza di un capo, e lo rendono ancora più interessante e desiderabile ai nostri occhi.

I dettagli, fatti di nastri, pizzi, passamanerie, che siano nascosti o ben in evidenza rappresentano l’anima di un vestito, gli elementi in grado di esaltare il glamour e la vestibilità di un capo.

Per questo ModaEvviva vuole presentarvi un’interessante iniziativa, tutta dedicata ai dettagli, in grado appunto, di cambiare la moda.
Il 13 febbraio, nel corso della manifestazione tessile Moda In, la Federazione Tessilvari, in collaborazione con il Ministero del Commercio Internazionale e l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero ha presentato il volume “I dettagli cambiano la moda”, a cura della nota giornalista Lucia Serlenga.

Gli accessori negli ultimi anni sono sempre più diventati protagonisti nel panorama della produzione di pret­a­porter made in Italy, e Tessilvari, che riunisce le aziende italiane tessili specializzate nei ricami, pizzi, nastri, tulli e passamanerie, ha voluto evidenziare il ruolo preponderante dell’ornamento/rifinitura.

mab-eccellenza.jpgIl libro, per la prima volta pone l’accento sulla produzione industriale degli accessori Made­in­Italy, attraverso la testimonianza di 22 aziende tessili che, grazie all’esperienza, alla creatività e alle tecnologie più innovative dell’industria d’avanguardia, recepiscono alcuni pregi della creatività artigianale, ma conferendo i nuovi valori dello stile contemporaneo grazie alle innovazioni e alla speciale qualità dell’industria tessile italiana.
Definiti da Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale, che ha scritto l’introduzione, “i microchip del tessile Made­in­Italy”, i dettagli sono una delle tante straordinarie risorse della produzione tessile italiana, punto di contatto tra artigianato e tecnologia, simbolo di intelligenza e creatività. Pur essendo solo una ‘piccola’ parte di un ingranaggio complesso, nastri, pizzi, tulle, ricami e passamanerie ‘muovono’ come dei microchip, il valore dei capi di abbigliamento, rendendoli unici ed ineguagliabili.

I particolari, inoltre, sono una tra le armi più efficaci contro la contraffazione, come ha spiegato Umberto Vattani, Presidente dell’Istituto Nazionale per il Commercio Estero: “nella concorrenza internazionale, mai quanto oggi, è il particolare a fare la differenza.

Fra i numerosi interventi che nel volume “I dettagli cambiano la moda” focalizzano il ruolo dell’enorme patrimonio tecnologico e culturale rappresentato dalle aziende italiane specializzate nella produzione di pizzi, nastri, ricami e passamanerie, ecco in sintesi il pensiero di alcuni designer.

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La decorazione è la differenza tra una produzione d’eccellenza e una massificata. Lo sostiene Gianfranco Ferré, quando dice, esortando tutti a continuare con passione e tenacia sulla strada del Made in Italy, che “in tempi d’omologazione, d’approccio emozionale all’abito come strumento primario d’espressione di sé e d’individualità, un dettaglio come per esempio la passamaneria è l’elemento da cui scaturisce l’identità dell’abito stesso”.

Secondo Laura Lusuardi, fashion director di Max Mara, gli accessori che sono parte imprescindibile dell’abbigliamento rappresentano, nell’ambito della ricerca, una necessità molto forte. “Pizzi, passamanerie, ricami, pelliccia, rifinizioni e metalleria sono spesso veri e propri punti di partenza per un’ispirazione, piuttosto che l’avvio e la puntualizzazione di una tendenza”.

Ciò che apprezza nelle aziende italiane e che incentiva il suo lavoro, è per Anna Molinari, il loro saper riproporre decori della tradizione in materiali innovativi e con tecniche di realizzazione avanzate. In effetti, quello che ha reso unica la realtà del made in Italy è stata “la scelta di mantenere, accanto a macchinari futuristi, antichi telai e una manodopera sempre più ricercata, in grado insieme di arrivare là dove non può la scienza, in un continuo e proficuo scambio tra capacità antiche e scoperte moderne”.

Antonio Marras, che da anni lavora sempre con gli stessi fornitori, racconta: “Ne faccio impazzire molti con le mie richieste ma fortunatamente con loro ho affinato sintonie e speciali percorsi di dialogo. A tal punto che spesso se qualcuno ha realizzato, per esempio, dei particolari alamari me li sottopone spontaneamente. Ma è anche vero che quando ho bisogno di esaminare preziosissimi campioni del loro archivio storico non si tirano indietro”.

Gaetano Navarra è del parere che dettagli come per esempio la passamaneria, soprattutto quella interna ad un capo, siano insostituibili soprattutto all’italianità del prodotto di un certo livello. Da questa convinzione ha levato il suo coro d’incoraggiamenti alle nostre aziende esortandole a “non perdere fiducia nel futuro sebbene il loro operato sia destinato ad una fetta sempre più elitaria, ma di certo immortale, di mercato”.
Hanno partecipato alla stesura dei testi del Libro oltre alla curatrice Lucia Serlenga, il Prof Marco Fortis, Barbara Trebitsch, la stilista Annalisa Campara , e le giornaliste Elena Banfi, e Daniela Fedi.

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